Montag, 28. Dezember 2020

La società postmoderna

La società postmoderna: 

L´ evoluzione della società industriale ha portato un cambiamento che viene considerato la società postmoderna. Jean-Francois Lyotard, un filosofo francese, descrive nel suo concetto la condizione di questa cultura contemporanea-postmoderna. Lyotard parla della “fine delle grandi narrazioni“, che intende la fine della passione umana per la narrazione come forma di conferimento di senso al mondo. Ciò, secondo lui, caratterizza l´epoca postmoderna. Questi “narrazioni“ riguardano grandiosi racconti universali, come la filosofia di Karl Marx. La mentalità delle persone non è più caratterizzata di una visione ottimistica del progresso e della scienza, ma riguarda una cultura anti utopica. Si fonda un profondo scetticismo.


Esistono 4 caratteristiche fondamentali della postmodernità:

  • la centralità del sistema d´informazione e comunicazione: grande sviluppo nella tecnica 
  • la tendenza alla globalizzazione: seconda generazione di immigranti
  • L`accettazione delle diversità: la società postmoderna consiste in una raccolta di valori e stili di vita molto diversi. 
  • un diffuso clima d´incertezza: Qualsiasi scelta come il matrimonio può essere facilmente revocata. Con questa mancanza di scelte assolute l`uomo si trova in situazioni più fragili e insicuri. 
Nella società postindustriale abbiamo rilevanti trasformazioni nel mondo del lavoro. Le trasformazioni hanno interessato la distribuzione dell´occupazione fra i diversi settori dei servizi. 
Nell´epoca postindustriale ai lavoratori viene chiesto un atteggiamento flessibile verso l´attività lavorativa. In questo tempo si verificano le forme del lavoro stabili e relazioni  collaborative. 

Le relazioni di genere nella società postmoderna:

Con il cambiamento negli ultimi decenni si è cambiato anche l´organizzazione della famiglia, sopratutto i suoi ruoli sessuali che vengono spinti più in una direzione individuale. I ruoli tradizionali iniziano a mischiarsi nei suoi abitudini e compiti da svolgere. Come nel lavoro non c´è più una determinata struttura, si ci sono condizioni in generale però ognuno riceve una nuova libertà di esprimersi e crearsi in modo non conoscente. 
Diciamo che per la società e le sue strutture iniziava un nuovo periodo. 
La maggior parte era dopo la seconda guerra mondiale in grado di consumare a strati sempre più ampi. Così si sviluppa l´economia sempre di più. 

Conseguenza:

Il consumismo:

Il consumismo da un punto di vista psicologico convince il compratore che si può raggiungere una soddisfazione totale semplicemente acquistando beni materiali che sono sempre meno di prima necessità. 

Vivere per consumare, consumare per vivere. 

Il problema: si sarà mai soddisfatto. Niente sarà mai abbastanza. 


Razionalizzazione e Individualizzazione


La società moderna è basata sulla razionalizzazione e l`industrializzazione della vita. 

La Razionalizzazione: 

Max Weber considerava la razionalizzazione come il tratto caratteristico della modernità e  del capitalismo. Il termine riguarda ogni ambito della vita culturale: il diritto, l'economia, l'arte, la religione, la politica e la scienza e vede la razionalità affermarsi come unico criterio di interpretazione del mondo. Con questo pensiero l´attenzione si lega al profitto. Per aumentarlo si migliora la burocrazia. In generale cera una grande pretesa di migliorare in modo efficiente tutte le azioni. La conseguenza è stata un carattere impersonale delle azioni.

Weber vedeva nella razionalizzazione la cultura della disciplina lavorativa,  la divisione delle competenze scientifiche e tecniche e la dominanza dello Stato come istituzione sociale della modernità. Tutt'altro giudicava che con tutta questa industrializzazione l'individuo sarebbe stato sottoposto sempre più alle regole e alle logiche del controllo burocratico amministrativo.

https://www.sapere.it/enciclopedia/razionalizzazióne+%28sociologia%29.html

L´individualizzazione:

L´individualizzazione significa un´aumento della capacità di autodeterminazione dei singoli. Si parla di un processo che porta più libertà e autonomia rispetto alle comunità all`individuo che ne fa parte. 

Il sociologo Georg Simmel ha utilizzato il concetto di cerchia sociale, per visualizzare come si cambiano le circostanze sociale dell´individuo quando entra in una sfera di comunità. 

L´industrializzazione porta la consapevolezza che ognuno è responsabile per le proprie azioni. L´uomo pensa e sceglie per se stesso, che porta anche spesso l´angoscia della scelta con se. 

Samstag, 14. November 2020

La secolarizzazione sul mercato del lavoro

 La secolarizzazione sul mercato del lavoro:


Il sacro è stato da sempre una dimensione centrale dell` esistenza. Le grandi religioni hanno portato alla nascita delle idee del giustizia e di peccato; sono nate le immagini positive di Dio come provvidenza e misericordia. Alcune persone sono dell´ opinione che il senso umano del sacro sia un dono della divinità, altre pensano che il senso umano del sacro sia il prodotto di un´ esigenza puramente umana.
Il sacro, per continuare ad esistere nel tempo, si industrializza, cioè si struttura stabilmente ed assume modelli di comportamento a cui i soggetti si uniformano. La fede e la dottrina sono elementi visibili del sacro istituzionalizzato; la fede è un´ adesione ad un essere soprannaturale, la dottrina è la declinazione della fede stessa. Un altro elemento molto importante è il rito, cioè il complesso di norme che regolano lo svolgimento dell´ azione sacrale. Nel momento in cui il sacro si istituzionalizza in una religione concreta, si producono delle organizzazioni sociali che gestiscono la religione e il rito, tutte queste formano una chiesa.
Nella società moderna la religione è meno capace di influire sulla vita sociale, la società moderna vive un processo di secolarizzazione, cioè la graduale espulsione del sacro dalle altre sfere della vita.
Nella nostra società, la famiglia, il lavoro, la morte, la natura sono diventati aspetti dell´esistenza, ma il loro senso e il funzionamento non dipendono dal sacro e neanche della religione.
Lo stato e le altre istituzioni laiche si ispirano a principi razionali, lo stato moderno è aconfessionale. Dal punto di vista personale la secolarizzazione è intesa come diminuzione dell´ incidenza della fede. Si parla di affievolimento della religiosità delle persone.
Papà Giovanni Paulo Secondo è riuscito a mobilitare milioni di persone durante i suoi viaggi telegiornali mondiali della gioventù. Nella socità individualizzata l´alternativa è tra il credere in qualcosa e il credere in qualcos´altro: abbiamo la possibilità di scegliere quindi in che cosa credere. All´interno di un ambiente secolarizzato si parla di convivenza di una pluralità di forme del sacro. I messaggi di queste forme non indicano la verità, si dichiarano portatori di una verità tra le altre. Quindi il processo di secolarizzazione non è un processo di espulsione del sacro dalla società moderna, ma una sua moltiplicazione in tante forme parziali e non esclusive di religiosità. 

Ruolo della donna

 Ruolo della donna:


Nel percorso del progresso d´industrializzazione, è nata l´ idea che la donna dovesse rivestire un ruolo marginale nei processi produttivi, quindi era naturale attribuire al suo ruolo un minore riconoscimento economico. Gli economisti classici hanno elaborato la teoria del doppio salario: secondo questa teoria gli uomini devono essere retribuiti anche per mantenere la famiglia, le donne invece vengono pagate solo in funzione della loro sopravvivenza personale, questo perché sono mantenute dal marito o hanno l´appoggio economico della famiglia. Nelle società industrializzate nasce l´ideale della donna casalinga; la donna lavoratrice diventa un problema sociale da risolvere.
Nella prima metà del Novecento, il ruolo lavorativo della donna si amplia in una triplice direzione: cresce la presenza femminile nelle fabbriche, aumenta la presenza delle donne come impiegate ed iniziano ad affermarsi figure professionali prettamente femminili. L´aumento della presenza delle donne nelle fabbriche è possibile grazie all´introduzione del lavoro a catena e anche perché la forza fisica viene sostituita dalle macchine. È vero che la presenza femminile aumenta nei lavori impiegatizi, i ruoli dirigenziali sono quasi sempre però occupati solo dagli uomini.
Dopo la seconda guerra mondiale, nel periodo di crescita economica, aumenta il tasso di attività delle donne, questo anche se inferiore rispetto a a quello maschile. In tutta Europa aumenta il numero delle donne sposate lavoratrici, la maternità continua ad es
sere un ostacolo al lavoro extra- domestico. Al partire dagli anni settanta si verificano dei cambiamenti significativi: aumenta il numero delle donne che occupa ruoli dirigenziali e manageriali nelle industrie e nelle amministrazioni  pubbliche. 

Tuttavia, la differenza tra salari maschili e femminili potenzia le differenze sessuali sul mercato del lavoro. 

Matrimonio convivenza e divorzio

Matrimonio convivenza e divorzio


Nel mondo occidentale industrializzato si é affermato ideale dell´ amore romantico. Secondo questo ideale la relazione tra uomo e donna deve basarsi sull´ affetto e sulla libera scelta. Il matrimonio é come una scelta individuale e responsabile degli sposi: un vero  proprio rito, in cui si afferma il passaggio della gioventù alla età adulta, inizia una nuova vita. La convivenza crea maggiore autonomia, si parla di autonomia reciproca dei partner. Molto diffuso nel nuovo millennio é il fenomeno delle separazione e del divorzio. Tra le cause del divorzio, oltre alla sterilità e all´ infedeltà, ci sono altre motivazioni connesse con la qualità del rapporto, come l´ incompatibilità di carattere e la perdita dell´ amore.

Dienstag, 10. November 2020

I ruoli sociali



I ruoli sociali fanno una parte eccezionale nella nostra società. Non solo ci danno  una certa importanza e influenza sul nostro ambiente ma anche organizzano e strutturano la nostra vita quotidiana. Il nostro comportamento dipende dal nostro ruolo sociale, che influenza tutte le persone con cui facciamo parte di una struttura sociale. La vita che viviamo insieme agli altri, come esseri sociali, é in costante interazione e cambiamento. I ruoli ci aiutano a mantenere il caos il più piccolo possibile. Ognuno  reagisce spontaneamente in un modo diverso e con il proprio ruolo trova, dicamo quasi sempre, un modo di comportarsi appropriato. I nostri simili possono valutarci più facilmente se corrispondiamo al nostro ruolo sociale. Quindi si può dire che il nostro comportamento è spesso prevedibile e limita lo spazio per ciò che è estraneo. La persona che si adatta al suo ruolo, alla struttura corrispondente e alle norme richieste ha una grande possibilità di avanzamento sociale

Sicuro é:  più si invecchia, più ruoli sociali si devono svolgere. Più ruoli significano più responsabilità. 

Se poi si agisce in modo responsabile è un altro discorso.


Freitag, 16. Oktober 2020

Goffman

 Goffman:


Chi?
Erving Goffman é stato un socioliogo canadese che nasce nel 1922. 

Cosa?

Come ogni sociologo cerca Goffman di studiare ed interpretare il comportamento delle persone in una societá. Secondo la teoria di Erving agiamo nel costante tentativo di manipulare le impressioni che gli altri si faranno su di noi. In questo caso siamo dei veri e proprie attori che interpretano un ruolo davanti ad un pubblico, nostra realtá quotidiana. Allora ciascun individuo prova di fare la impressione che desidera di essere. Goffman parla della propria „faccia“ che deriva dalla scelta personale. Per essere credibile nella propria proiezione dobbiamo corrispondere ai giudizi degli altri su di noi. 

Parole chiave: faccia, ruolo, stato sociale

„Come attori siamo dei trafficanti di moralitá“


La teoria dellàzione sociale di Goffman é in qualche modo estetica e in quanto tale arriva a mettere in dubbio se stessa. Siamo davvero cosí? Il nostro mondo sociale é incentrato sull´imagine che vogliamo proiettare?


https://lamenteemeravigliosa.it/erving-goffman-teoria-azione-sociale/


Erving Goffman and the Performed Self - YouTube

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Nel mondo occidentale, è stato dichiarato che ogni cittadino ha il diritto di vivere una vita dignitosa e il paese ha la responsabilità di c...